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Diario di Bordo 2016
2002 LA CINA E' VICINA
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Siamo un gruppo di agenti della Polizia di Stato che per l’occasione si è raccolto in una Associazione denominata “Peace for the People” e stiamo organizzando un raid motociclistico che, dopo aver attraversato vari Paesi posti sul percorso, ci porterà nell’inizio di agosto 2002, in Cina. Un progetto ambizioso di cui conosciamo le grandi difficoltà di realizzazione.

Lo scopo di questa esposizione è proprio quello di sensibilizzare tutti coloro, istituzioni e privati cittadini, che possono e vogliono contribuire alla realizzazione di un sogno.

 

Perché la Cina? Cominciamo col dire che, tra tutte le mete che sono emerse durante le lunghe riunioni che hanno preceduto la fase di realizzazione del viaggio, la Cina è stata quella che ha da subito riscosso il consenso di tutti, grazie anche alla consulenza dell’amico Mauro Ceccarelli che è stato il primo nella storia del motociclismo turistico a raggiungere Pechino via Tibet nel 1990, aggiudicandosi il premio “viaggio dell’anno” conferitogli dalla Federazione motociclistica italiana.

 

Certamente una buona dose di ambizione ci ha persuaso della scelta, ma anche considerazioni di carattere storico e culturale. La Cina è vicina, non sia inteso come un paradosso.

Questo Paese - destinato ad essere sempre più protagonista nel consesso delle nazioni - ha svolto un ruolo che pochi altri possono vantare nella storia. Una cultura millenaria che ha influenzato l'intero Pianeta, una vastità e una varietà di popoli e tradizioni che hanno pochi eguali; una popolazione, la più numerosa del mondo e, da più di un decennio, uno sviluppo economico che viaggia a ritmi doppi - se non tripli - dei Paesi più ricchi ed evoluti. Non ci vuole molto per capire che la Cina sarà nel prossimo futuro un player protagonista dei destini del mondo.

 

Quest’anno sarà l’anno dell’ingresso della Cina nel WTO, l’Organizzazione mondiale che regola il commercio tra le nazioni al fine di una completa armonizzazione dei mercati. E’ una grande sfida sia per i Paesi occidentali sia per la Cina; entrambi saranno sicuramente chiamati a rivedere molte delle loro consolidate posizioni affinché alla fine si possa parlare un linguaggio comune.

La Cina in pochi anni si è aperta all’economia di mercato e nel giro di qualche decennio è destinata a divenire la seconda potenza economica del pianeta con inevitabili ripercussioni benefiche sulla sua popolazione; ripercussioni che non saranno solo economiche, ma soprattutto politiche e sociali.

 

La recente assegnazione a Pechino dei prossimi giochi olimpici, certamente è un riconoscimento di quanto è stato fatto in questa direzione.

Contemporaneamente i Paesi occidentali dovranno correggere quegli aspetti esasperati del loro capitalismo, aspetti che pare non siano stati in grado di proteggere le categorie sociali più deboli assicurandogli soglie minime di civile e dignitosa esistenza.

 

Certo la strada per una completa integrazione tra le due concezioni sarà ancora lunga, ma la strada è tracciata e sembra irreversibile.

Alla fine di questa strada non potrà che esserci un maggiore e più diffuso benessere per tutti i popoli del pianeta. Stiamo scalando una montagna da lati opposti, è vero, ma ora che siamo quasi sulla cima iniziamo finalmente a vederci ed a parlarci.

Cinesi ed italiani hanno questa lunga tradizione di dialogo, una tradizione che risale a quando un sognatore come noi, ha deciso di intraprendere un lungo viaggio verso terre ignote e bellissime. Quel viaggiatore si chiamava Marco Polo.

 

Da quel viaggio ci sono venute tante cose che non vorremmo elencare solo per paura di dimenticarne qualcuna, cose che hanno incrementato le nostre tavole ed il nostro modo di vestire; le piccole cose di tutti i giorni ed i grandi concetti filosofici che sono andati ad arricchire le nostre coscienze.

Noi ancora oggi ci sentiamo attratti da quelle strade, che anche se non più ignote, non hanno perduto il loro fascino, e dalla stessa civiltà che secoli or sono attrasse il nostro concittadino.

La Cina sarà sempre più vicina.

Ed a contribuire, modestamente, a ridurre ulteriormente le distanze vorremmo provarci anche noi con questo viaggio.

 

Non siamo digiuni di raid motociclistici, alcuni di noi hanno già partecipato, unitamente ad altro motoclub, all’organizzazione di viaggi che hanno unito l'aspetto turistico a quello sociale: in occasione del grande giubileo del 2000 una spedizione a Capo Nord e, da ultimo, una Pasqua di solidarietà in Kosovo che ha portato alla gente di Pec, duramente provata dalla guerra, un carico di aiuti alimentari e di materiale didattico che abbiamo consegnato nelle mani dei nostri militari di stanza laggiù.

 

Il viaggio in Cina ci permette di cimentarci con un progetto con elevate difficoltà logistiche e organizzative: il nostro scopo è quello di coinvolgere il maggior numero di risorse possibili per stabilire un gemellaggio con le forze di polizia cinesi in modo da instaurare un dialogo tra professionisti. Il percorso che avevamo pianificato era attraverso il Tibet, ma in seguito ai tragici atti terroristici che potrebbero aver turbato l’equilibrio politico mondiale, abbiamo ritenuto opportuno modificarlo al fine di evitare qualsiasi tipo di rischio ai membri della spedizione.

 

Attualmente il nuovo itinerario è il seguente: Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Federazione Russa, Kazakistan e Cina.

Nelle capitali di tutti i Paesi che attraverseremo, abbiamo previsto degli incontri con i colleghi locali, per porgere un messaggio di fratellanza e di pace.

Faremo azioni simboliche, come scambiarci i gagliardetti dei rispettivi corpi di appartenenza o proporre targhe-ricordo che testimonino la nostra volontà di dialogo-collaborazione. Azioni che verranno portate a conoscenza giornalmente tramite internet, infatti il team prevede di inviare un racconto e delle foto che documentino gli eventi più importanti (www.motoforpeace.it). Abbiamo previsto, anche, un coinvolgimento di alcune scuole in modo che i bambini possano interagire, tramite noi, con i loro coetanei più lontani.

 

Ci auguriamo inoltre, una volta organizzata la spedizione, di riuscire a raccogliere dei fondi da devolvere in beneficenza attraverso l’intervento del Cappellano della P.S. per la Regione Lazio, Don Angelo Oddi: il nostro progetto, individuato insieme alla Onlus Asia è il potenziamento di una clinica in territorio tibetano. Molte cose ci restano ancora da fare. Il nostro lavoro è un work in progress che si arricchirà strada facendo di tutte le idee e gli stimoli che ci verranno da coloro che vorranno aiutarci a realizzare questa grande impresa.

 

I mezzi che avremo a disposizione saranno sei: cinque motociclette Aprilia Capo Nord ed un furgone Mercedes di supporto tecnico-logistico, noi siamo in nove e siamo animati da una grande speranza: portare a termine un'avventura che possa contribuire, nel suo piccolo, a rendere più vicini i popoli della Terra.

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